Il binomio Italia e pasta è assolutamente riconosciuto in tutto il mondo, mentre in pochi sono coloro che conoscono la pasta su filindeu e l’amore con il quale questa pasta viene preparata. Alcuni dicono che sia la pasta più difficile da creare e forse sarà per questo che la pasta su filindeu è così rara e particolare.  Se non la conosci devi assolutamente visitare la Sardegna: solo qui potrai gustarla.

Fili di Dio, o in dialetto sardo su filindeu, è una pasta tipica proveniente dalle zone del nuorese ed è possibile prepararla solo a mano. La sua preparazione richiede tanta abilità e cura, insieme a una buona dose di amore e raffinatezza; la ricetta di questa pasta viene tramandata di generazione in generazione, e i discendenti di alcune famiglie sarde custodiscono con cura il segreto della preparazione di questo raro tipo di pasta.

Su filindeu è una pasta composta da fili lunghi e sottili nata quasi trecento anni fa e che ha attirato l’attenzione su di sé divenendo presidio slow food e richiamato rinomati brand e chef da tutto il mondo. La sua modalità di lavorazione è infatti molto laboriosa e complessa, tanto che riuscire a padroneggiare questa tecnica risulta veramente difficile anche ai migliori, chef stellati ci hanno perso il sonno, i migliori ci hanno provato e hanno fallito lì dove una donna sarda riesce.

In questo articolo vedremo i segreti della pasta su filindeu, cosa la rende così speciale e unica e perché è importante preservare questa tradizione.

Farina, acqua e sale: la ricetta della su filindeu

Alla base della pasta su filindeu non c’è altro che un classico impasto di farina di semola, acqua e sale. Ma allora cos’è che la rende tanto speciale? La lavorazione, come abbiamo visto, è tra le più complesse al mondo e a molti questo non sembrerà vero. L’impasto viene lavorato e steso a mano, un po’ come si fa con gli spaghetti cinesi, fino a che la pasta non sembrerà trasparente. Si preparano quindi degli spaghettini, oppure dei fili o capelli che vengono riposti in maniera sovrapposta all’interno di un canestro circolare di foglie di asfodelo essiccate facendo tre strati uno sopra l’altro.

La pasta diventa quindi secca e viene tagliata in maniera grossolana, riposta e poi, quando si deve mettere in cottura, viene spezzettata ulteriormente a mano. A rendere così speciale questa pasta è probabilmente il fatto che non ci sono segreti, regole o tempi di preparazione, ma solo l’esperienza permette di capire come muoversi e quando è arrivato il momento di stendere la pasta fino a trasformarla in questi fili di Dio.

L’essiccazione della pasta dura circa 24 ore dopodiché viene servita cotta in brodo di pecora e formaggio tradizionale. Solitamente questa ricetta si prepara in occasione della festa di San Francesco di Lula, una festività che si celebra in ottobre, per i pellegrini in visita al Santuario. Sono molti i cuochi che hanno tentato di riprodurre questa pasta con le loro mani ma che hanno fallito. La pasta su filindeu affonda le sue radici in un’antichissima tradizione e la sua importanza è coadiuvata dalla scarsità in cui questa è presente: si tratta di una prelibatezza della cucina sarda che vale la pena di assaggiare e degustare.

La Sardegna: terra ricca di varietà gastronomiche

La Sardegna è una terra antica e ricca di tradizioni. Queste tradizioni rappresentano il fulcro della sua bellezza. La pasta su filindeu è solo un esempio di cosa una terra come la Sardegna ha da offrire. Preservare queste antiche tradizioni è l’obiettivo di enti come Slow Food. Le persone che possono preparare questa pasta si contano sulle dita d’una mano e la sua permanenza è messa a duro pericolo. Conservare il rito dei su filindeu non riguarda solamente la possibilità di preservare una tradizione culinaria, ma anche la possibilità di mantenere una identità culturale che è quella di un intero popolo.

Il procedimento di preparazione della su filindeu è un vero e proprio lavoro e richiede abilità certo, ma anche una buona dose di consapevolezza. Ogni persona che prepara la su filindeu sa che sta portando avanti la sua identità all’interno di un mondo troppo veloce, frenetico e che richiede cibo a livello industriale. Saper fare la pasta su filindeu significa anche essere imprenditori sardi di alto livello. Oggi molte persone da tutto il mondo vengono in Sardegna per assaggiare questa prelibatezza unica al mondo e questo è un vanto per gli abitanti di Nuoro, che tutti partecipano alla bellezza della tradizione e della storia che rivivono giorno dopo giorno.

La su filindeu, molto più di una pasta

Sono molti coloro che provano a cimentarsi nella preparazione della su filindeu, allievi di scuole di cucina richiedono sempre di più di imparare quest’arte e anche la Barilla ha fatto un tentativo di esportazione. Eppure ci sono cose che, proprio in virtù della loro qualità, devono restare quello che sono: rare, uniche, inimitabili. In questo modo, la tradizione della su filindeu resterà ancora per molto tempo nelle mani di pochi e un tesoro inestimabile della terra sarda e questo per la Sardegna è un investimento sul lungo periodo perché permette agli imprenditori locali avveduti di puntare su qualcosa di unico: su di una eccellenza a livello mondiale, e questo non è poco a nostro modo di vedere.

La pasta filindeu: tiriamo le somme

Quando parliamo di questa pasta dobbiamo farlo con il massimo rispetto per una tradizione lunga secoli e per una manualità completamente gestita dalle competenze contadine e rurali. Oggi che tutto si muove all’impazzata e il mondo gira vorticosamente la pasta sarda rimane un fermo presidio che certifica come le cose sane e genuine abbiano bisogno di tempo per essere create.

La filindeu è un’eccellenza nazionale e non solo sarda tutti coloro che hanno provato a replicarla hanno fallito ed è per questo che le poche famiglie che ne detengono i segreti nascosti nella tradizione locale hanno in mano qualcosa di unico, un vero gioiello sul quale puntare.