così dalla Sardegna nacque la televisione

Pochi sanno che l’invenzione più amata di questo secolo: la televisione che oggi ci permette di vedere tantissimi canali satellitari e che ci ha regalato immortali rappresentazioni televisive, star famose e registi che hanno lasciato il segno nella nostra vita per sempre, questo nel bene, e che ha dato vita a un filone trash di becero intrattenimento nel male è targata Sardegna.

Fu infatti Augusto Bissiri a inventarne il primo prototipo, l’antenato della moderna televisione al plasma, nato a Seui in provincia di Nuoro e istruito a Cagliari e Roma il giovane talento fu uno dei tanti espatriati italiani che nei primi anni del Novecento tentò fortuna oltreoceano. A soli ventisei anni Bissiri lasciò la Sardegna e l’Italia per recarsi nella Grande Mela alla ricerca di nuove opportunità che non avrebbe mai trovato altrove. Cosa portò con sé? Niente se non le proprie speranze e, forse, i propri appunti!

Non si può dire che il suo viaggio sia definibile come infruttuoso, infatti, nel 1906 dopo solo un anno dal suo ingresso nell’area di New York il giovane italiano creò l’antesignano della moderna televisione, forse pochi lo sanno ma è un nostro orgoglio nazionale poter rivendicare una delle più importanti invenzioni degli ultimi due secoli.

Facciamo un passo indietro e cerchiamo di ripercorrere le tappe che portarono alla creazione della televisione da parte di Augusto Bissiri, come abbiamo detto il giovane era di origine sarda, precisamente di Seui una piccola città di provincia dove crebbe per poi andare a studiare a Cagliari durante le superiori, la famiglia condividendo grandi aspettative per quello che era un giovane talentuoso lo mandò poi a studiare giurisprudenza a Roma.

L’arido mondo delle leggi da imparare a memoria però non faceva per Augusto che desiderava mettere in mostra la sua creatività e così nonostante si fosse laureato in giurisprudenza preferì non esercitare mai ma tentare la fortuna con un viaggio e un salto nel vuoto.

La prima invenzione che Augusto Bissiri portò all’attenzione del mondo intero fu un congegno pensato per evitare le collisioni fra i treni, subito fece scalpore e venne adottata nella tratta Cagliari-Quarto e poi dalle grandi compagnie di trasporti made in USA grazie all’acquisizione del brevetto da parte della società Westinghouse Electric Company. Dimostrando che la vita dell’inventore era quella che si addiceva a questo ragazzo talentuoso e non un lavoro in tribunale o come avvocato.

L’arrivo di Augusto Bissiri in America

Fu probabilmente l’adozione del suo congegno nelle ferrovie americane a dare al giovane il coraggio di spingersi oltre, di lasciare Roma, Cagliari, la sua cittadina e persino l’Italia per recarsi in un luogo  dove credeva e sapeva che il suo genio sarebbe stato riconosciuto, prese le valigie e insieme alla famiglia volò alla volta di New York.

All’inizio trovò lavoro presso agenzie grafiche e case discografiche mentre continuava a pensare e a inventare nuovi congegni. E così nel 1906 avvenne l’invenzione che cambiò per sempre il corso del mondo e che probabilmente ha determinato la sua evoluzione contemporanea.

Bissiri tuttavia non si limitò a inventare e progettare in astratto il suo congegno ma ne diede dimostrazione pratica! All’interno della sede del New York Herald, uno dei quotidiani più importanti di New York grazie al suo macchinario riuscì a trasmettere un’immagine fotografica da una stanza all’altra. Vediamo adesso come si chiamava l’antica televisione inventata da Augusto: Live Picture Production, un nome suggestivo ed evocativo che sicuramente accese la fantasia di tutti. Era nato specificatamente il primo fax fotografico della storia dell’uomo.

Questa invenzione valse al suo autore onore e riconoscimenti tanto che lo stesso sindaco di New York gli dedicò una targa speciale che oggi viene conservata presso la sua Seui all’interno di Casa Farci.

Il perfezionamento dell’invenzione

Bissiri però non era un uomo o meglio un ragazzo da accontentarsi di un singolo successo ed è così che continuò a perfezionare la propria invenzione, a lavorarci, a pensarci costantemente ed è così che nel 1917 riuscì a portare a termine un compito straordinario e impensabile per l’epoca ovvero trasmettere dalla redazione del quotidiano londinese London Daily Mail al New York Times alcune immagini via cavo, nacque così il tubo catodico che venne registrato, da un giovane ragazzo sardo sbarcato con un sogno in America, il 7 agosto 1922 e da allora il mondo non fu più lo stesso.

Una vita spesa per l’innovazione

Augusto Bissiri, nonostante il grande successo avuto, non smise di continuare a inventare, a portare innovazione in ogni campo e a noi rimangono brevetti e bozzetti di opere di alto ingegno.

Trasferitosi definitivamente a Los Angeles nel 1913 collaborò con le maggiori aziende di apparecchi teletrasmittenti continuando a inventare prodotti che fino a poco tempo fa erano usati in tutti gli apparecchi.

Ma quali sono le altre invenzioni originali più sorprendenti che questo cittadino di Seui fece? Di sicuro non possiamo dimenticarci la lettera-disco il primo apparecchio brevettato per registrare la voce oppure il posacenere con spegnimento automatico dei mozziconi di sigaretta.

Ce ne sono di molti altri e tante invenzioni che hanno poi negli anni innovato l’uso del tubo catodico e della televisione portano la sua firma anche se sono state poi brevettate da grandi case internazionali.

Conclusione

Augusto Bissiri dovrebbe essere ricordato di più, è un vanto regionale ovviamente, e nella sua città natale gli è stato dedicato il liceo scientifico statale ma ciò non basta.

Questo inventore geniale, un ragazzo che da un’isola in Italia volò verso una seconda isola, Manhattan, nel cuore di New York è anche un vanto nazionale e ci dimostra ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, che l’ingegno italiano può portare ovunque.

E che alle volte perseguire i propri sogni e il proprio ingegno è la cosa giusta da fare anche se altre vie, più comode, si prospettano all’orizzonte. Questo dovrebbe insegnarci una bella lezione e farci valorizzare al meglio i talenti che in Sardegna e in tutta Italia abbiamo e che possono sbocciare con un pizzico di fortuna e di aiuto.