Chiunque potrebbe affermare l’importanza del vino all’interno della nostra vita, è una confortevole e buonissima bevanda da gustare in compagnia e con il pasto, aiuta a insaporire moltissimi cibi ed è frutto di tradizioni millenarie.

E noi, in Italia, come al solito siamo tra i principali e più importanti esponenti di questa tradizione. Oggi vorremmo parlarvi del Cannonau, uno dei più importanti vini italiani nel mondo, famoso ovunque e apprezzato perfino dai grandi giocatori di NBA come Lebron James.

Il Cannonau è un vino conosciuto per avere proprietà uniche al mondo e per favorire la longevità di chi lo beve, tra chi crede sia solo una leggenda e chi è fermamente convinto che sia così si pone una ricerca scientifica condotta a livello nazionale capace di derimere ogni dubbio. Se sei incuriosito e se vuoi scoprire come mai il Cannonau e la sua storia millenaria sono sulla bocca delle star internazionali continua a leggere per scoprirne ogni segreto.

La storia del Cannonau

Come abbiamo detto il Cannonau è uno dei vini sardi più rinomati al mondo e la sua fama giunge a noi partendo addirittura dal 1549, è questo infatti il primo atto ufficiale in cui il notaio Bernardino Coni con sede a Cagliari parla di questo vino.

Tuttavia, quello che sappiamo è che già dal 1500 questo particolare vino era importante per la produzione locale e gli studiosi sostengono che fosse coltivato già da 150 anni prima; potremmo quindi far risalire la produzione di Cannonau, così come è giunto a noi al 1350.

Come se questo non bastasse in Sardegna la tradizione del vino è davvero importante ed è per questo, probabilmente, che riesce a dare vita a un vino così pregiato e storico. E questo non lo diciamo solo noi ma la storia: nel 2014 a Malta è stata recuperata una nave fenicia che conteneva un carico di vino sardo e questo insieme ad altri reperti ha permesso agli storici di affermare che è in Sardegna che sono stati ritrovate le tracce di vino più antiche di tutto il Mediterraneo Occidentale.

Straordinario davvero quello che la Sardegna riusciva ad esportare fin dall’antichità probabilmente grazie a una combinazione di fattori impossibili da trovare altrove come le favorevoli condizioni climatiche, un suolo particolarmente ricco di nutrienti e delle tecniche vinaie all’avanguardia.

Ma dove sono stati trovati altri resti dell’antico Cannonau? Sembrerà assurdo affermarlo ma nello strato profondo e originario di Cartagine sono state ritrovate anfore vinaie sarde ed è per questo che sappiamo che il nostro popolo esportava il suo vino fino a Cartagine, ancor prima che Roma esistesse e che la città fosse distrutta dalle legioni.

Dei traguardi davvero interessanti che a livello nazionale non andrebbero davvero lasciati passare senza un’attenzione particolare per quelle che sono le tradizioni di un’isola che non solo per il turismo ma anche per la letteratura… e il vino può considerarsi un vanto nazionale.

La fama del Cannonau

Il Cannonau oltre che per la sua bontà è conosciuto in tutto il mondo come uno degli elisir di lunga vita tanto da esser stato perfino studiato da diverse università italiane e straniere per capire come mai un’isola come la Sardegna avesse tantissimi centenari.

Quello che è emerso da queste ricerche è che questo vino era un vero e proprio elisir di lunga vita, al suo interno infatti sono state trovate grandi quantità di polifenoli, di più che in qualsiasi altro vino. E questo non solo perché i campi produttivi permettono alle viti di produrre questi tipi di polifenoli ma anche perché le tecniche di coltivazione e produzione sarde sono brevettate e perfette per conservare intatti questi elementi naturali che permettono la rigenerazione delle cellule come la cumarina e l’epicatechina.

La ricerca infine ha dimostrato quello che i vinai e i sardi affermano da secoli ovvero che il vino rosso autoctono allunga la vita e non di poco, dovremmo quindi tutti bere almeno un bicchiere di rosso Cannonau al giorno.

Il Cannonau: un vino altamente biologico

Tutto questo deriva anche dalla produzione del vino, come dicevamo, che ne fa non solo un prodotto di eccellenza sardo ma anche un vero e proprio vino altamente biologico. In Sardegna, a differenza di altri luoghi del mondo tantissimi prodotti che non vengono denominati come biologici subiscono pochi o nulli trattamenti.

La tradizione vinaia sarda permette di coltivare in zone collinari vini in purezza e senza grandi incentivi da parte dell’uomo e questo permette alle vite e all’uva di crescere sane e forti e di dare origine a diverse trasformazioni biologiche che le rendono perfettamente adatta a creare un vino non solo corposo ma anche salutare per il benessere fisico.

Una falsa attribuzione

Per anni la Spagna ha cercato di dare la paternità del Cannonau alla nazione iberica, questo probabilmente è dovuto alla dominazione dell’isola da parte di questa monarchia. Per diverso tempo si è pensato che l’uva rossa capace di dare quest’ottimo e pregiato vino sardo fosse stata importata direttamente dalla spagna qui in Sardegna ma le recenti scoperte hanno fortemente smentito questa idea dando una versione completamente diversa dei fatti.

Il Cannonau è un vino sardo al 100% e sono stati ritrovati vitigni in Sardegna di Cannonau risalenti al 1200 e questo ha tagliato definitivamente la testa al toro dando una completa e inequivocabile paternità sarda di questo unico prodotto.

Conclusione

Tutti gli studi fino ad ora effettuati sull’isola ci parlano di un’eccellenza sarda, di un nuovo vanto italiano nel mondo. Qui sono state evidenziate una profonda diversità delle viti selvatiche e censiti oltre 150 vitigni autoctoni proprio a testimonianza del profondo legame della Sardegna con la tradizione del vino in Italia.

Tuttavia, il ruolo della Sardegna nella diffusione della coltura della vite e della cultura del vino nel mondo è stato in gran parte ignorato e soprattutto sottostimato, quello che si auspica e che ben presto l’intera produzione vinicola sarda e non solo il Cannonau e le sue proprietà benefiche per la longevità diventino famose e riconosciute a livello nazionale e globale.